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Strade scolastiche: accompagnare i cambiamenti dello spazio pubblico

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Come si aiuta una comunità a immaginare e a vivere uno spazio pubblico diverso?

È a partire da domande come questa che nasce il progetto sulle strade scolastiche: è uno dei progetti con cui il Comune di Torino, grazie al finanziamento ottenuto con il bando Ambiti Urbani di Regione Piemonte, ha svolto una serie di interventi per trasformare le strade attorno ad alcuni plessi scolastici. L’obiettivo? Ridurre lo spazio dedicato al traffico e alla sosta veicolare e creare spazi sicuri e piacevoli da attraversare e da vivere.

Uno dei bisogni del Comune era accompagnare la cittadinanza prima, durante e dopo i lavori di trasformazione, per aiutare a comprendere i cambiamenti, attraversarli e farli propri.

Ruolo di Forestae e processo

In collaborazione con Elisa Gallo, giornalista e consulente esperta di comunicazione e partecipazione sui temi dello spazio pubblico e della mobilità attiva, e con Decisio, società di consulenza italo-olandese su mobilità e spazio pubblico, abbiamo costruito percorsi di comunicazione e di partecipazione dedicati a vari portatori di interesse: persone che abitano o frequentano i quartieri coinvolti, alunne e alunni, genitori, insegnanti e tutto il personale delle scuole.

La trasformazione fisica dello spazio urbano ha implicato settimane o mesi di cantieri, le cui diverse fasi sono state accompagnate da un articolato progetto di comunicazione visiva: abbiamo infatti progettato materiali come striscioni, volantini e manifesti per spiegare alla cittadinanza i cambiamenti in corso.

In alcune classi sono stati organizzati laboratori sullo spazio pubblico, tenuti da Elisa Gallo in collaborazione con il MAcA – Museo A come Ambiente, nei quali, tramite il gioco, bambine e bambini hanno analizzato com’è progettato gran parte dello spazio urbano attuale e hanno immaginato come invece potrebbe essere.

Forestae ha inoltre selezionato tre street artist piemontesi ma riconosciuti a livello internazionale – Ufocinque, Alice Lotti e Pepe Gaka – a cui ha assegnato una strada scolastica a testa in cui realizzare un’opera artistica pavimentale o murale di grandi dimensioni.

Gli street artist sono anche stati coinvolti in laboratori artistici nelle scuole, durante, tenuti dal nostro co-founder e art director Simone Paoli, durante i quali bambine e bambini hanno realizzato disegni e collage che hanno poi ispirato le vere opere che sono state dipinte su queste nuove strade scolastiche a fine lavori, trasformandole in “spazi narranti”.

Inoltre, a fine lavori abbiamo realizzato anche pannelli informativi fissi, installati poi in loco, che raccontassero come e perché quegli spazi erano stati trasformati e quali erano i benefici per la cittadinanza.

Scuola dell’infanzia “Europea”, via Lodovica

La strada, già pedonalizzata in precedenza, è stata riasfaltata e in parte depavimentata per far posto ad aiuole progettate per raccogliere e assorbire l’acqua piovana, riducendo il carico sulla rete di scolo; in una di queste è stato anche piantumato un albero e sono state installate panchine e altro arredo urbano.

L’opera artistica che è stata realizzata non è solo decorativa ma ha anche uno scopo divulgativo, spiegando i benefici della trasformazione di quel luogo: l’ombra che genera il nuovo albero, l’acqua piovana assorbita dalle aiuole e la creazione di un nuovo spazio sicuro e accogliente per la socialità, sia di chi frequenta la scuola, sia in generale il quartiere.

Il confronto tra prima e dopo i lavori di trasformazione

Istituto Comprensivo Alvaro-Gobetti, via Romita

L’area di marciapiede davanti a uno degli ingressi dell’istituto è stata allargata per creare una nuova piazzetta. L’introduzione di dossi e chicane costringe le persone in auto a percorrere a velocità moderata quel tratto di strada, aumentando la sicurezza delle persone a piedi in generale e di bambine e bambini in particolare.

L’opera qui realizzata è composta da due livelli sovrapposti: lo sfondo è un reticolo urbano rappresentato in scala di grigi, che richiama il quartiere, in maniera stilizzata ma fedele all’identità del luogo.

Sopra questo sfondo monocromatico si sviluppano linee dinamiche e colorate con colori primari e secondari, in cui ogni tinta rappresenta un aspetto di una città sostenibile: in rosso la sicurezza delle persone a piedi; in giallo la mobilità sostenibile, come camminare, andare in bici o utilizzare mezzi ecologici; in blu la qualità dell’aria e la riduzione dell’inquinamento atmosferico; in verde il verde pubblico, gli spazi naturali e la loro tutela; in arancio l’eliminazione delle barriere architettoniche, per una maggiore l’accessibilità; in viola la redistribuzione dello spazio urbano, con una pianificazione più equa e inclusiva.

Queste scie di energia e di cambiamento invadono festosamente il quartiere, colorando gli spazi e gli edifici, e rendendolo più vivibile, sicuro e bello.

L’obiettivo del messaggio è promuovere un cambiamento culturale, facendo riflettere la comunità sull’importanza di adottare modalità di spostamento e di riorganizzazione dello spazio pubblico rispettose dell’ambiente e dei bisogni delle persone.

Il confronto tra prima e dopo i lavori di trasformazione

Istituto Comprensivo da Vinci-Frank, via Cavagnolo

Risultati

Con questa esperienza abbiamo avuto la conferma che l’arte, la comunicazione e la partecipazione possono aiutare ad accompagnare persone e comunità attraverso i cambiamenti: dello spazio pubblico, ma anche delle proprie abitudini e in generale del modo di vedere il mondo che ci circonda.

Inoltre, questo progetto sulle strade scolastiche faceva parte del dossier di candidatura con il quale il Comune di Torino ha vinto l’Urban Award 2025, premio ideato da Ludovica Casellati, promosso da ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e sostenuto da Intesa Sanpaolo, che riconosce i comuni che si distinguono per progetti innovativi di mobilità sostenibile e riqualificazione urbana.

Il progetto è stato successivamente selezionato per essere presentato a Velo-city 2026, la conferenza mondiale sulla ciclabilità, che in quell’edizione si è tenuta in Italia, a Rimini, dove è stato presentato in un talk da Elisa Gallo davanti a una platea internazionale.

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